Prossimo incontro

Nel mese di settembre 2016 il terzo sabato cade il giorno 17. Torniamo, dopo la pausa estiva, ad incontrarci a Terranegra dalle 16 alle 18 per pregare insieme nella cappella della chiesa dell’Internato Ignoto, in Via Forcellini, con don Alberto.

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Cenacolo di preghiera

Il secondo giovedì cadrà l’8 settembre. Ci incontreremo quindi alle ore 17:30 presso la Cappella delle suore francescane in via Cordenons 2, dietro la chiesa dello Spirito Santo, per pregare secondo le intenzioni di Maria Regina della Pace.

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Madonna delle Lacrime

La mattina del 29 agosto 1953, alle ore 8:30, in una modesta casa di due giovani coniugi, sita in Via degli Orti 11 a Siracusa, un quadretto di gesso, raffigurante il Cuore Immacolato di Maria, versò lacrime umane.
Il fenomeno, che a riprese più o meno lunghe si protrasse nei giorni 30 e 31 agosto e 1 settembre, attirò subito una moltitudine di persone che potè vedere con i propri occhi, toccare con le proprie mani, asciugare e perfino assaggiare la salsedine di quelle lacrime. Un cineamatore di Siracusa riprese anche uno dei momenti della lacrimazione, lasciando così la documentazione filmata di questo evento.
Una commissione di medici e di analisti, voluta dalla Curia di Siracusa, il giorno 1 settembre prelevò più di un centimetro cubico di quel liquido che sgorgava dagli occhi della Madonna. Il liquido analizzato risultò avere analoga composizione delle lacrime umane.
Fino a metà novembre 1953, le guarigioni fisiche ritenute straordinarie dalla Commissione medica appositamente istituita furono circa 300. Numerose anche quelle spirituali: una delle più eclatanti, la conversione di uno dei medici responsabili della Commissione che analizzò le lacrime e che era dichiaratamente ateo.
Il grande culto sviluppatosi fece accorrere negli anni milioni di fedeli e si rese necessaria nel tempo la costruzione di un Santuario che venne consacrato da papa Giovanni Paolo II il 6 novembre 1994 e nel quale viene custodita l’effigie mariana protagonista dell’evento.
Durante l’omelia per la dedicazione del Santuario alla Madonna delle Lacrime, il papa così disse: “Le lacrime di Maria appartengono all’ordine dei segni: esse testimoniano la presenza della Madre nella Chiesa e nel mondo. Piange una madre quando vede i suoi figli minacciati da qualche male spirituale o fisico… Sono lacrime di dolore per quanti rifiutano l’amore di Dio, per le famiglie disgregate o in difficoltà, per la gioventù insidiata dalla civiltà dei consumi e spesso disorientata, per la violenza che tanto sangue ancora fa scorrere, per le incomprensioni e gli odi che scavano fossati profondi tra gli uomini e i popoli.
Sono lacrime di preghiera: preghiera della Madre che dà forza ad ogni altra preghiera, e si eleva supplice anche per quanti non pregano perché distratti da mille altri interessi, o perché ostinatamente chiusi al richiamo di Dio.
Sono lacrime di speranza, che sciolgono la durezza dei cuori e li aprono all’incontro con Cristo Redentore, sorgente di luce e di pace per i singoli, le famiglie, l’intera società”.

Preghiera alla Madonna delle Lacrime
O Madonna delle Lacrime, guarda con materna bontà al dolore del mondo!
Asciuga le lacrime dei sofferenti, dei dimenticati, dei disperati,
delle vittime di ogni violenza.
Ottieni a tutti lacrime di pentimento e di vita nuova,
che aprano i cuori al dono rigenerante dell’amore di Dio.
Ottieni a tutti lacrime di gioia
dopo aver visto la profonda tenerezza del tuo cuore. Amen.
(Papa Giovanni Paolo II)

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Cenacolo di preghiera

Continua anche in agosto l’incontro del secondo giovedì, che cadrà il giorno 11.
Per chi sarà a casa l’appuntamento è, come sempre, alle 17:30 presso la Cappella delle suore francescane in via Cordenons 2, dietro la chiesa dello Spirito Santo.

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Suor Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein, 9 agosto)

Edith nacque il 12 ottobre 1891 a Breslavia, ultima di 11 figli, da una famiglia ebrea. Il 225px-Edith_Stein2padre, commerciante di legname, venne a mancare quando Edith non aveva ancora compiuto due anni. La madre, rimasta sola, dovette sia accudire alla famiglia, sia condurre la grande azienda.
Allevata nei valori della religione israelitica, a 14 anni abbandona la fede dei suoi padri dichiarandosi atea: “Mi sento incapace di credere all’esistenza di Dio”.
Di intelligenza brillante, Edith compì tutti i suoi studi con ottimi risultati. Si recò a Gottinga per frequentare le lezioni universitarie di Edmund Husserl, uno dei più influenti filosofi del ’900, divenne sua discepola e assistente e conseguì con lui la sua laurea.
Allo scoppio della prima guerra mondiale frequentò un corso d’infermiera e prestò servizio in un ospedale austriaco. Per lei furono tempi duri: accudì i malati di tifo, prestò servizio in sala operatoria, vide morire tanti uomini nel fiore della gioventù.
Alla chiusura dell’ospedale, seguì Husserl a Friburgo e vi conseguì la laurea “summa cum laude”.
Edith era legata da rapporti di profonda amicizia con l’assistente di Husserl. Nel 1917 questo caro amico morì e lei, con una certa ritrosia, andò a trovare la vedova. Si aspettava d’incontrare una donna in preda alla disperazione ed invece, con molto stupore, incontrò una credente: addolorata sì, ma serena. “Questo è stato il mio primo incontro con la croce e con la forza divina che trasmette ai suoi portatori… Fu il momento in cui la mia irreligiosità crollò e Cristo rifulse”. Più tardi scriverà: “Ciò che non era nei miei piani era nei piani di Dio. In me prende vita la profonda convinzione che, visto dal lato di Dio, non esiste il caso; tutta la mia vita, fino ai minimi particolari, è già tracciata nei piani della provvidenza divina…”
Nell’estate del 1921 si recò per alcune settimane in vacanza da una coppia di amici. Una sera trovò nella loro libreria l’autobiografia di Teresa d’Avila. La lesse per tutta la notte. “Quando richiusi il libro mi dissi: questa è la verità!”
Queste scelte importanti, come la sua conversione al cattolicesimo e la decisione poi di entrare al Carmelo, trovarono forti opposizioni in famiglia e furono causa di grandi sofferenze.
Aspirava ad entrare al Carmelo, ma il suo padre spirituale le sconsigliò per il momento questo passo.
“Durante il periodo immediatamente prima e anche per molto tempo dopo la mia conversione, credevo che condurre una vita religiosa significasse rinunciare a tutte le cose terrene e vivere solo nel pensiero di Dio. Gradualmente però mi sono resa conto che questo mondo richiede ben altro da noi… io credo persino che più uno si sente attirato da Dio e più deve “uscire da se stesso”, nel senso di rivolgersi al mondo per portarvi una divina ragione di vivere”.
Tutta dedita alla preghiera, alla scuola, allo studio, tenne frequenti conferenze su argomenti di pedagogia, filosofia e religione. Si occupò molto spesso del problema della donna: ne difese la dignità e il ruolo specifico nella società e nella Chiesa.
Nel 1933 si presenta alla Madre Priora del Monastero delle Carmelitane di Colonia. “Non l’attività umana ci può aiutare ma solamente la passione di Cristo. Il mio desiderio è quello di parteciparvi”. I suoi 42 anni d’età, la sua eccezionale cultura e la fama internazionale di brillante filosofa, non le impedirono di divenire la religiosa più semplice, più mite, più pronta agli inconsueti mestieri di cucina e guardaroba. Immersa in Dio, visse di preghiera e di immolazione.
Il 9 novembre 1938 l’odio portato dai nazisti verso gli ebrei viene manifestato in tutto il mondo: il terrore si sparge tra la gente ebrea. La Madre Priora fa tutto il possibile per portare Suor Teresa Benedetta della Croce all’estero. Nella notte di Capodanno viene condotta nel monastero delle Carmelitane di Echt, in Olanda.
In quel luogo stila il suo testamento: “Già ora accetto con gioia, in completa sottomissione e secondo la Sua santissima volontà, la morte che Iddio mi ha destinato. Io prego il Signore che accetti la mia vita e la mia morte… in modo che il Signore venga riconosciuto dai suoi e che il Suo regno venga in tutta la sua magnificenza per la salvezza della Germania e la pace del mondo….”.
Il 2 agosto 1942 viene improvvisamente prelevata dalla Gestapo, assieme a sua sorella Rosa che si era fatta battezzare e prestava servizio presso le Carmelitane di Echt. All’alba del 7 agosto parte con un carico di ebrei in direzione di Aushwitz ed il 9 agosto, assieme alla sorella e a molti altri del suo popolo, muore nelle camere a gas.
A guerra finita, la sua fama si diffonde rapidamente nel mondo.
Beatificata da San Giovanni Paolo II il primo maggio 1987, da lui stesso viene elevata agli onori degli altari l’11 ottobre 1998 e nel 1999 dichiarata compatrona d’Europa insieme a Santa Caterina da Siena e a Santa Brigida di Svezia.

Pensieri di Edith Stein
– Gli occhi del Crocifisso ti fissano interrogandoti, interpellandoti. Vuoi stringere con ogni serietà l’alleanza con Lui? Quale sarà la tua risposta?
– Chi appartiene a Cristo deve vivere intera la vita di Cristo: deve raggiungere la maturità di Cristo, deve finalmente incamminarsi per la via della Croce…
– Gesù crocifisso deve essere l’oggetto di ogni tua brama, di ogni tuo desiderio, di ogni tuo pensiero.
– Dio è la verità. Chi cerca la verità cerca Dio, che lo sappia o no.
– Chi crede sa che esiste Uno il cui sguardo non è limitato da nessun orizzonte, Uno che tutto abbraccia e tutto compenetra.
– Il Cielo non prende niente senza ripagare smisuratamente.
– In fondo ciò che devo dire è sempre una piccola, semplice verità: come imparare a vivere con la mano nella mano del Signore.
– La vocazione non la si trova semplicemente dopo aver riflettuto ed esaminato le varie strade: è una risposta che si ottiene con la preghiera.
– Maria è il simbolo più perfetto della Chiesa perché ne è il prototipo e l’origine.

Preghiera di Edith Stein
Fa’ che io percorra, Signore, le vie che sono tue.
Non voglio sapere dove mi guidi, sono tuo figlio.
Sei Tu, Padre della saggezza, anche Padre mio.
Conducimi pure nella notte, conducimi a Te.
Signore, fa’ che accada ciò che vuoi, io sono pronto.
Anche se Tu non acquieti mai il mio desiderio nel tempo della vita,
sei Tu il Signore del tempo, l’ora è tua.
L’eternità sia, poi, mia.
Avvera tutto come hai previsto.
Se Tu, silenzioso, solleciti al sacrificio, aiuta anche a compierlo.
Fa’ che io sia consapevole del mio piccolo io,
e che, morto a me stesso, viva solo per te.

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Cenacolo di preghiera – spostamento

Il cenacolo che avrebbe dovuto cadere giovedì 14 luglio è stato posticipato a giovedì 21, soprattutto per l’assenza delle madri che ci ospitano. Chi non sarà in vacanza è invitato, come sempre, alle ore 17,30 nella cappella delle suore francescane in via Cordenons n°2, dietro la chiesa dello Spirito Santo, in zona Forcellini.

Come già anticipato, l’incontro del terzo sabato è invece sospeso fino al 17 settembre.

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Santa Maria Maddalena (22 luglio)

Maria, soprannominata Maddalena dal castello di Magdala, località situata nella costa occidentale del lago di Tiberiade, ove nacque, è la prima donna del gruppo delle discepole itineranti con Gesù, ad essere nominata nel Vangelo di Luca.
Peccò molto nella sua giovinezza, ma, illuminata dalla grazia divina, pianse i suoi peccati e mutò vita. Liberandola dai “sette demoni”, Gesù la fece diventare sua discepola.
Sul Calvario Maria Maddalena era insieme a Maria Santissima e a San Giovanni, sotto la croce (Gv 19,25). Non fuggì per paura come fecero i discepoli, non lo rinnegò per paura come fece San Pietro, ma rimase sempre presente, dal momento della sua conversione fino al Santo Sepolcro: assistette alla morte del suo Maestro e non si allontanò se non dopo la sepoltura di Lui. Non vide l’ora che trascorresse il sabato per correre ad ungere con profumi e aromi il corpo di Gesù e fu la prima a vederlo risorto.
La domenica mattina, infatti, quando era ancora buio, Maria Maddalena corse al sepolcro del Salvatore, ma vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Piena di angoscia, con lo sguardo velato dalle lacrime, corse in un primo momento ad avvertire Pietro e gli altri apostoli (Gv 20, 1-2). Ritornata al sepolcro, si soffermò piangendo davanti alla porta della tomba. Qui il Signore Risorto le apparve, ma in un primo momento non lo riconobbe. Solo quando venne chiamata per nome fu consapevole di trovarsi davanti a Gesù, e la sua risposta fu un grido di gioia e di devozione: “Rabbunì”, cioè Maestro buono! Avrebbe voluto trattenerlo, ma Gesù le disse: “Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre mio; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: Sto ascendendo al Padre mio e al Padre vostro, al mio Dio e al vostro Dio” (Gv 20, 17).
Divenne così, secondo il Vangelo di Giovanni, la prima annunciatrice del gioioso messaggio della Pasqua e si meritò in seguito il titolo di “Apostola degli apostoli” e di “evangelizzatrice”, in qualità di prima annunciatrice della buona notizia. È di grande rilevanza che in un tempo nel quale la testimonianza delle donne, e quindi la loro parola, non aveva valore giuridico, il Cristo affidi il messaggio di resurrezione a Maria Maddalena, facendo di lei la prima mediatrice della Parola.
Nei secoli, Maria Maddalena è stata identificata con la donna che unse il Signore nella casa di Simone, oppure con la sorella di Lazzaro e di Marta, o ancora con l’adultera perdonata. L’accostamento tra Maria Maddalena e la prostituta risale in realtà al 591, quando il papa Gregorio Magno, basandosi su alcune tradizioni orientali, in un suo sermone identificò le due figure. Tuttavia questa identificazione non trova riscontro nei vangeli, tanto che nel 1969 il Concilio Vaticano II riconobbe ufficialmente l’errore.
Si diffuse in tutta Europa il racconto del suo arrivo in Francia attraverso la “Legenda Aurea”, un testo del tredicesimo secolo sulle vite dei santi, che veniva letto in ogni chiesa e monastero. Secondo alcune fonti, salito Gesù al Cielo, Maria Maddalena fu perseguitata e gettata poi su una vecchia nave senza vele e senza remi; venne abbandonata in balia delle onde, ma miracolosamente approdò a Marsiglia. Scelse per dimora una squallida spelonca e poi visse 30 anni in penitenza, preghiera e lacrime, finchè il 22 luglio del 66 d. C, morì all’età di 60 anni. Fu sepolta a Saint Maximim la SainteBaume, in Provenza, dove i monaci dell’Ordine di San Cassiano vegliano ancora oggi sul suo sepolcro in alabastro, dove è conservato quello che si dice sia il teschio della Santa.
In tutta Europa si è diffuso il culto di questa Santa e sono state costruite numerose chiese in suo onore. È la protettrice dei parrucchieri e dei penitenti.
Per espresso desiderio di papa Francesco la Congregazione vaticana per il culto divino ha emesso un decreto con cui la celebrazione di Santa Maria Maddalena, oggi memoria obbligatoria nel giorno 22 luglio, viene elevata nel Calendario Romano al grado di festa. Questa la motivazione: “La decisione si iscrive nell’attuale contesto ecclesiale, che domanda di riflettere più profondamente sulla dignità della donna, la Nuova Evangelizzazione e la grandezza del mistero della misericordia divina. Fu San Giovanni Paolo II a dedicare una grande attenzione non solo all’importanza delle donne nella missione stessa di Cristo e della Chiesa, ma anche, e con speciale risalto, alla peculiare funzione di Maria di Magdala quale prima testimone che vide il Risorto e prima messaggera che annunciò agli apostoli la resurrezione del Signore”.

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